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Il metodo antisfiga Le scaramanzie dei vip
di Gian Maria Aliberti Gerbotto Prefazione di Lino Banfi Conclusioni del Cardinale Ersilio Tonini “Avvertenze” del Cicap (fondato da Piero Angela)
(I diritti d’autore del libro sono interamente devoluti alla ricerca sul cancro)
“Non è vero, ma ci credo”, e se persino una scienziata razionalissima come l’astrofisica Margherita Hack, coinvolta in un recital teatrale, ammette d’essersi lasciata trascinare dal cast, nel poco educato grido beneaugurante tipico dei teatranti, leggendo Il metodo antisfiga ( Aliberti editore, semplici omonimi dell’autore), non ci si potrà stupire davanti ad un jet set incredibilmente superstizioso… Questo emerge dal nuovo libro di Gian Maria Aliberti Gerbotto, in cui il 39enne giornalista e scrittore, si è divertito a raccogliere le confessioni dei vip, intervistati sulle proprie scaramanzie più segrete. Ed è così che si scopre che se un gatto nero attraversa la strada ad Emanuele Filiberto di Savoia, il Principe è capace d’aspettare delle ore, fermo sul ciglio della carreggiata, che passi qualcun altro a portarsi via la sfortuna. Guai invece a passare il sale di mano in mano se si ha la fortuna di sedersi a tavola con Elisabetta Canalis, o vestirsi di viola se si è anche solo il pubblico di un qualsiasi programma di Carlo Conti, o di verde con Paola Perego nei paraggi... Una puntata di Buona Domenica andò a catafascio solo perché una sua assistente nascondeva sotto i pantaloni un paio di slip di quel colore, sostiene senza esitazioni, nel curioso libro, la presentatrice. Persino Giorgio Bocca, a suo modo, cede alla scaramanzia ed ogni giorno s’inventa un gesto sfortunato che evita poi di compiere, come preghiera al destino affinché sia più benevolo. Ma la cosa più incredibile è notare che nel nuovo millennio, in molti credano ancora a certe superstizioni decisamente più adatte al medioevo… personaggi del calibro di Franco Zeffirelli e Alberto Bevilacqua snocciolano senza esitazione le proprie teorie addirittura su chi porterebbe sfiga, mentre Roberto Gervaso confessa d’evitarli, ma allo stesso tempo di trattarli bene per una sorta di captatio benevolentia. E se Vittorio Feltri si vergogna se qualche volta è stato al gioco, Vittorio Sgarbi ricorda che gli bastò pronunciare il nome di uno iettatore per scatenare la rissa tra due sue pretendenti, mentre Gigi Proietti testimonia di quella volta che prese addirittura fuoco una poltrona del teatro... Per Paolo Crepet, ci sarebbe addirittura un uomo molto in alto, che porta male: “Da quando è al potere, le tragedie non si contano più”, fa notare ironicamente lo psicologo. Tutti poi fanno gli scongiuri toccandosi le parti basse, tranne Federica Pellegrini che, rimedia alla naturale impossibilità, scaramanticamente toccandosi il seno. Il rampante Matteo Marzotto ammette, in un periodo difficile della propria vita, d’aver pensato pure al malocchio. Convinto d’esserne vittima è stato il regista Pupi Avati che se lo faceva togliere dalla moglie del truccatore di scena; ed era Massimo Boldi che si dice capace di riconoscere anche i porta sfiga da alcune precise caratteristiche fisiche: la forma particolare di certe dita delle mani, nonché gli occhi e il naso sottili. Gli fa eco Maria Grazia Cucinotta, la cui nonna siciliana toglieva il malocchio, come oggi continua a fare con grande successo (solo però per gli amici più cari) Moira Orfei. All’incredula Rosa Russo Iervolino, glie lo toglieva invece la suocera. Martina Colombari è invece convinta che se in un’estate “libertina” cadde dall’acqua scooter rompendosi il labbro, fu colpa di Billy Costacurta che, geloso, “gliela tirò”. Ma la scaramanzia, a volte, può anche avere risvolti positivi come nel caso di Michele Cucuzza che smise di fumare semplicemente fissandosi che le sigarette gli portavano male. Valeria Marini si difende da ogni negatività concedendosi periodicamente un bel bagno nel sale... “Due o tre pacchi di quello grosso da cucina, versati direttamente nell’acqua calda della vasca.”. La sorella di Sofia Loren racconta che la nonna, usava cucirle il sale, persino nell’orlo dei vestiti che indossava ai concorsi di bellezza. Isabella Ferrari, il sale scaccia guai, lo mette persino sotto il letto. E Serena Dandini lo sparge negli angoli dello studio televisivo: “Contro il potere”. Rimedio più ingegnoso quello di Alessandra Mussolini che con la sua treccina dorata nascosta sotto i capelli tiene a bada gli sguardi malevoli con cui una collega parlamentare una volta riuscì ad attaccarle il mal di schiena… Dice. Qualcun altro, al parrucco, preferisce il buon vecchio santino, magari ben riposto nel portafogli, come il neo-folgorato sulla via di Damasco Paolo Brosio o il venerabile Licio Gelli che vi conserva quello donatogli da Madre Teresa in persona. Persino l’ateo poeta Tonino Guerra, prima di mettersi a letto, bacia un santino russo. Vietato parlare di santini invece con Giorgio Forattini, soprattutto quelli di Padre Pio! Inseparabili porta fortuna sono poi la collanina della nonna per Milly Carlucci, le farfalle di Lola Ponce, il chiodo storto di Giulio Scarpati, le tartarughe di Maurizio Costanzo… Fabrizio Frizzi condusse parecchie puntate su Rai 1, indossando sempre le stesse mutande fortunate. Anche la numerologia ha una parte importante nel discorso scaramantico: Federico Moccia, dopo aver subito un brutto incidente in motorino, non siederà mai più in tredici a tavola. Vissani pur di evitare il numero nefasto, una volta fece cenare con loro il cameriere. Il diciassette, unanimemente considerato un numero poco fortunato, è invece il preferito di Lele Mora. Sarà anche per questo che ultimamente le cose sembrano non andargli molto bene? Spesso sono gli stessi vip intervistati a spiegare il perché, secondo loro, un gesto o un oggetto sia diventato sinonimo di buona o cattiva sorte: Alessandro Cecchi Paone sostiene che alla base della scaramanzia del cornetto si nasconda l’antico culto del fallo maschile. Ancora sorprese poi nello scoprire alcuni personaggi insospettabilmente non scaramantici, tra cui spicca Lino Banfi, autore della prefazione del libro, dal passato d’esilarante protagonista di film come Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio; e il napoletano doc Luciano De Crescenzo che si giustifica sfoderando la sua laurea in ingegneria. Mentre Ottavio Missoni si chiede perché i gatti, per par condicio, non si arrabbino quando incrociano un uomo bianco, Oliviero Toscani afferma d’essere così fortunato che sono i gatti neri a toccarsi le palle quando lo vedono, e il ginecologo Severino Antinori, ironizza che i veri gatti neri sono le persone ipocrite. L’onorevole Capezzone, sottolinea che gli scaramantici soffrono il doppio; sfidano invece la sorte il premio Nobel Dario Fo che ama debuttare di venerdì, e Paolo Villaggio che in un momento lavorativo difficile, per accaparrarsi il suo quarto d’ora di notorietà, non esitò ad inventarsi la profezia di una sua imminente morte. E nessun timore ha scosso il Ministro Calderoli, quando gli si ruppe il corno regalatogli da alcuni parlamentari partenopei. C’è anche qualcuno che ha rifiutato l’intervista... Tra questi molti politici. Leonardo Pieraccioni ha invece declinato l’invito con la sua proverbiale simpatia: “La mia migliore scaramanzia è quella di non farmi intervistare per i libri sulla scaramanzia.”. L’autore ha poi scrupolosamente voluto seguire il suggerimento di Piero Angela facendo precedere la carrellata di confessioni dei vip, dalle “avvertenze” del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo sul Paranormale), da lui fondato, per mettere in guardia i lettori, precisando che si tratta solo e sempre di semplici superstizioni. La scaramanzia più simpatica? Si dice che porti soldi battere tre volte il cucchiaino sulla tazzina, prima di prendere il caffè. Sembra sia una scaramanzia di origine napoletana. In passato chi necessitava di braccianti andava a cercarli nelle taverne e per attirare l’attenzione dei presenti, dava colpi sulla tazzulella. Questo tintinnare significava che c’era un lavoro in arrivo, quindi soldi! Chiudono il cerchio le “conclusioni” di Sua Eccellenza il Cardinale Ersilio Tonini che invita a sfuggire la schiavitù delle superstizioni popolari e credere di più in se stessi. I diritti d’autore del libro sono interamente devoluti alla ricerca sul cancro.
Il metodo antisfiga – Le scaramanzie dei vip Aliberti editore Pag. 240 15 Euro Per qualsiasi ulteriore informazione: Gian Maria Aliberti Gerbotto tel 339 1042299 ©Tutti i diritti riservati powered by Giobene Style Ogni diritto sui contenuti del sito è riservato ai sensi della normativa vigente. La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale originale contenuto in questo sito (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i testi, le immagini, le elaborazioni grafiche) sono espressamente vietate in assenza di autorizzazione scritta.
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